Icone del passato: la 2 CV (Terza puntata)

pubblicato in Citroën, Citroën Story, Curiosità, Epoca il 01 Dicembre da Andrea

…..ed ecco il primo colpo di scena: l’idea della 2 CV è troppo avanti anche per la stessa Citroën e un gruppo di tecnici presentano una mini Traction Avant 11 quale alternativa alla pensata del capo. Pazzi!

Boulanger non accetta intrusioni o capovolgimenti di ruoli, per cui niente mini Traction Avant … ma avanti tutta sulla 2 CV, compresa una pista di prova di proprietà. Tra l’altro vicende sfortunate incidono su ruoli e proprietà, tanto che lo stesso PJ Boulanger assume anche degli incarichi interni alla Michelin da alcuni anni proprietaria del marchio Citroën.

1938/1939: prima pre-serie della 2 CV, 250 vetture, ancora tanto alluminio ma “solo” 50 km/h con quattro persone a bordo e 5 litri di carburante per coprire 100 chilometri.

1940: la seconda guerra mondiale avanza e coinvolge indirettamente anche i piani Citroën. Per timore della curiosità dei tedeschi Boulanger fa distruggere tutti gli esemplari.

Secondo colpo di scena: Hitler vuole conoscere il progetto. I tedeschi insistono per presentare la TPV al loro leader in cambio di assistenza dalla Porsche e di un Maggiolino a loro caro.

Niente da fare! La 2 CV è top secret almeno sino al 1944 quando Parigi viene liberata e Walter Becchia, nuovo motorista Citroën, prepara in una settimana un motore raffreddato ad aria da 375 cc.

1945: la 2 CV è in pista, si prova!

1948: ci siamo! la vettura viene finalmente mostrata ai commerciali e esposta al Salone di Parigi.

 

Primi commenti dei venditori cui sarà demandato il compito di imporre sul mercato la macchina per i contadini: “Monsieur non è bella!” (5.114.940 unità vendute).

JP Boulanger: “Lo so!”

  

Icone del passato: la 2 CV (Seconda puntata)

pubblicato in Citroën, Citroën Story, Curiosità, Epoca il 28 Novembre da Andrea

….dicevamo che Boulanger era realmente motivato a realizzare la sua T.P.V., acronimo di toute petite voiture. La palla a questo punto venne girata ad un altro signore, tale Brogly, capo dell’ufficio studi, che appunto aveva ricevuto l’ordine irremovibile di dare forma all’idea del suo superiore.

 

Quante notti insonni passò questo “malcapitato” non è dato di sapere; immagino però che i pensieri ed i dubbi fossero enormi considerato che Brogly, in merito al progetto di cui era a capo, si preoccupò di percorrere in lungo e in largo la Francia per raccogliere oltre 10 mila pareri.

 

Ecco che quindi, come anticipato da Lelio sul nostro forum, entra in scena tale Flaminio Bertoni che si occuperĂ  del design.

 

I principali dati del prototipo realizzato furono: peso prossimo ai 300 kg come indicato dal Boulanger; niente telaio e tanto alluminio rinforzato da cavi in acciaio; lamiere ondulate per le forme della 2CV; sedili in tela; motore BMW di 500 cc.

 

Primo test: consumi sopra le aspettative e vettura che spinta dal motore 500cc. vola.

 

Un missile direte voi! Si un missile rispondo io, terra-aria per essere precisi! E per essere più precisi ancora, più aria che terra! Oltre 100 chilometri all’ora nel 1937! PE-RI-CO-LO-SA, altro che contadini, signore alla guida e patate nel bagagliaio!!

 

… continua

 

  

Icone del passato: la 2 CV (Prima puntata)

pubblicato in Citroën Story, Curiosità, Epoca il 25 Novembre da Andrea

“…faccia studiare una vettura capace di trasportare due contadini, cinquanta chili di patate a una velocità di 60 km/h e che consumi tre litri per 100 chilometri.” Direte voi: Andrea, il blog ti sta dando alla testa?

No, volevo aprire questo nuovo post in maniera originale e considerato che è dedicato alla mitica Citroën 2 CV, niente poteva esser meglio che citare letteralmente quello che Pierre Jules Boulanger, a capo della casa francese nel 1934, chiese di costruire ai suoi uomini. Quando ha discusso con i suoi tecnici forse Pierre aveva una visione, ma non poteva ancora sapere che dal suo incipit sarebbe nata l’auto più popolare che Citroën abbia mai realizzato.

 

Pensate quanto lungimirante e concreto era questo personaggio. L’unità di misura che scelse per individuare i cardini sui quali doveva prendere forma la sua personale idea di “utilitaria” furono: due contadini e delle patate trasportati ad una velocità degna consumando il meno possibile. In uno scenario storico tutt’altro che felice, PJ Boulanger ebbe la capacità di “leggere” con attenzione il contesto sociale nel quale la Francia viveva la sua quotidianità. Ed egli individuò nei contadini la classe sociale che maggiormente avrebbe beneficiato della sua “trovata”.

 

Domanda: come pensate che i contadini di allora andassero al mercato a fare la spesa?
Risposta: Su un carretto guidato dal marito o dalla moglie.

 

Ed ecco la seconda riflessione di Boulanger: “(…) l’auto dovrà essere in grado di percorrere le strade più difficili; un neo-patentato dovrà poterla guidare senza difficoltà; il confort dovrà essere ineccepibile; (….) un cesto di uova conservato nel bagagliaio non dovrà rompersi.”

… continua

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