Maker Faire: il racconto di papà (Bloggokin)

In quasi cento anni di storia, Citroën è sempre stata contraddistinta da fantasia, innovazione, creatività e gioia di vivere.

Una tradizione che oggi è più viva che mai.

Ecco perché il doppio chevron non poteva mancare alla terza edizione di Maker Faire”, la più grande fiera dell’innovazione del mondo insieme a quelle di New York e San Francisco.

Più di 600 stand con oltre 700 invenzioni in mostra provenienti da tutto il mondo.

Citroën Filiale di Roma ha sponsorizzato l’evento con C4 Cactus e con un premio particolare: C1 Live 3 porte.

Tutti i visitatori, inoltre, hanno potuto divertirsi con il simulatore di guida Citroën durante tutta la manifestazione.

Per l’occasione, abbiamo inviato 4 reporter speciali: Luca Sessa, Daniele Bonomo (Gud), Paolo Campana e #Fabiokin.

Qui per voi il racconto del nostro inviato  Paolo Campana di Bloggokin insieme al figlio Fabio.

“Cosa vede, intuisce o capisce oggi un bambino di sette anni di fronte a tanta creatività tecnologica, fantasia, stampanti 3D, idee innovative e circuiti elettrici se lo porti alla Maker Faire?

 Me lo sono chiesto da padre, da genitore che cerca di essere attento al futuro di suo figlio, un futuro che con grossa probabilità sarà fatto con molte delle “invenzioni” e idee che si trovano da anni girando per la Maker Faire.

Approfittando dell’appuntamento romano della fiera e della partnership con Citroën ho deciso di portare Fabio (in arte #Fabiokin) a fare una vista ‘romantica’ tra robot, macchine, stampanti e tutto quello che il futuro gli potrà riservare.

Ho provato insomma a vedere le cose con i suoi occhi, cercando di non interferire e seguendo la sua curiosità piuttosto che indirizzandolo come normalmente si dovrebbe fare tra genitore e figlio.

 Mi sono trovato così catapultato nel mondo e negli occhi alti un metro e venti (circa), dove l’interesse principale sono le accattivanti stampanti 3D che lui sogna un giorno di possedere nella sua casa da “grande”, ma anche tanti robot capaci di fare tantissime cose interessanti, il fascino di come delle parti in metalli possano essere capaci di muoversi come gli umani, sfruttando le stesse articolazioni e movimenti (questa cosa lo ha colpito molto).

Ho scoperto una genuina passione per le luci led, come funzionano, come si accendono, come porteli assemblare e usarli nel migliore dei modi (il fascino del piccole Edison).

Vederlo partecipare ad un mini corso di robotica, utilizzando mini circuiti stampati da assemblare come i mattoncini Lego, ha colpito la sua fantasia a tal punto da interessarsi al mondo dell’elettronica e delle sue funzioni.

Girare per la fiera per tutto il giorno senza vederlo mai stanco, sempre curioso, preso da mille cose, andiamo di qua, andiamo di là, hai visto questo? Hai visto quello papà?

Tornare a casa e vederlo scrivere con passione il suo primo post per raccontare quello che aveva visto sul ‘nostro’ blog è stata davvero una bella esperienza tutta da ripete!”