Il cuore della 2CV Soleil

Continua il viaggio alla scoperta delle opere e delle persone che hanno reso il sogno realtà.

 Dopo la realizzazione dello schizzo e la scelta dell’esemplare e l’esame del telaio, è la volta del cuore della nostra 2CV mai nata: il motore!

Il motore si apre… a metà, come una mela!

Vengono sostituite tutte le parti anche minimamente usurate.

Si tratta di un motore semplice ma allo stesso tempo la sua architettura è tra le più sofisticate: un boxer bicilindrico progettato negli anni ’40 dall’italiano Walter Becchia e costantemente aggiornato da Citroën con l’uso di materiali e tecnologie sempre più evoluti.

Quello della nostra 2CV è l’ultimo tipo, lo stesso che equipaggerà le ultime auto prodotte sino al luglio del 1990, sviluppa circa 35 cavalli di potenza che permettono alla Deuche di sfiorare i 120 km/h.

Più che sufficienti per una bella passeggiata in riviera.

Il motore della 2CV6 è piuttosto affidabile ma ha (nella migliore delle ipotesi) almeno 25 anni di età e quindi non può che richiedere qualche cura. Si tratta di un motore raffreddato ad aria che se da un lato non presenta le corrosioni tipiche prodotte dal liquido di raffreddamento, dall’altro è soggetto a naturali escursioni termiche che accentuano lo stress del metallo.

 L’albero motore della 2CV non è revisionabile e nel caso va sostituito, cilindri e pistoni nuovi completeranno la revisione della parte centrale del motore. Le testate possono essere revisionate, con l’eventuale riporto di nuove sedi delle valvole. Queste ultime e le relative guide andranno sostituite.

 Un controllo all’albero a camme, la sostituzione dei bicchierini della distribuzione e un accurato rimontaggio precederanno le regolazioni di base da fare prima dell’accensione del motore che sarà pronto così a percorrere altre centinaia di migliaia di chilometri.

Con il motore pronto, il telaio e la scocca risanati e le protezioni anticorrosione rinnovate, non resta che verniciare le varie parti nelle tinte scelte: la scocca, i parafanghi, le portiere e i cofani.

 Poi i paraurti, i cerchi ruota e il telaio stesso.

Il cambio di velocità è dotato di quattro marce avanti, la quinta sarebbe inutile: la 2CV può marciare a tavoletta in quarta per ore e ore: non c’è radiatore dell’acqua, non c’è guarnizione della testata ma c’è un radiatore per controllare la temperatura dell’olio. La 2CV è raffreddata ad aria e viaggia in qualsiasi clima: dal Polo all’equatore.

Anche qui il restauro è totale: ingranaggi, sincronizzatori, tutto è verificato con il micrometro per ottenere un cambio di velocità assolutamente perfetto.

Dopo aver assemblato motore e cambio, è il momento di unire la meccanica al telaio: quattro gomme Michelin 125 X 15 su quattro cerchioni nuovi (tutt’oggi forniti da Citroën) e dipinti in Blanc Meije vengono montate ai quattro bracci del telaio. I freni sono già al loro posto, nuovi anch’essi, ovviamente, come gli ammortizzatori, anch’essi originali Citroën.

Infine parafanghi, portiere, cofani e paraurti. La 2CV ha ripreso la sua forma! Ora i finestrini, la capote, le maniglie con le serrature, l’impianto elettrico, il cruscotto, i rivestimenti interni ed i sedili possono trovare la loro collocazione. Infine i fari e le decorazioni. Le regolazioni al motore ed alla geometria delle ruote completeranno l’operazione.

La 2CV, (ri)costruita artigianalmente oggi come allora, è pronta a tornare sulle strade d’Europa!