2CV Soleil: l’esame del telaio

Continua il viaggio alla scoperta delle opere e delle persone che hanno reso il sogno realtà. Dopo la realizzazione dello schizzo e la scelta dell’esemplare è la volta dell’esame del telaio della nostra 2CV mai nata!

La struttura della 2CV è un piccolo capolavoro dell’ingegneria del ‘900. Pensata da André Lefebvre, progettista aeronautico prestato all’automobile e “padre” anche della DS e della Traction Avant, la 2CV è basata su un telaio costituito da una scatola centrale in lamiera irrigidita da tramezzi.

Ai quattro angoli della “scatola” sono fissati i bracci (indipendenti) della sospensione, collegati longitudinalmente due a due da tiranti che li legano a due molloni centrali. Due estensioni sono fissate davanti e due dietro.

Le anteriori sostengono il motore (e, dietro, la scatola guida) oltre al paraurti davanti; le due posteriori sostengono il serbatoio del carburante ed il paraurti posteriore.

La carrozzeria è costituita da una scocca imbullonata al telaio su cui sono fissati (come elementi facilmente amovibili) i quattro parafanghi e il cofano anteriore.

 

Un restauro accurato non può prescindere dallo smontaggio di tutti questi componenti per un’ispezione e per un accurato risanamento.

La 2CV è nata come mezzo di spostamento economico e sicuro, come prodotto di consumo destinato ad un ciclo vitale che pur lungo (10/15 anni, all’epoca) non era certo infinito.

Negli anni ’50 e ’60 non esistevano le moderne protezioni anticorrosione e il nemico numero uno della 2CV (come per tutte le auto del suo tempo) era… la ruggine!

Nella 2CV la corrosione si annida spesso dentro agli scatolati del telaio, oltre che sulle lamiere del fondo della scocca. Non è raro che sollecitazioni importanti come scontri con altri veicoli o uscite di strada portino ad una deformazione della parte anteriore del telaio, magari minata dalla ruggine.

La 2CV è un’auto leggera che (come diceva Jacques Wolgensinger) è nata per schivare gli ostacoli, non per sbatterci contro!

Quindi bisogna partire dall’esame del telaio e dei fondi e l’unico sistema per farlo bene è staccare la scocca dal telaio, smontando così anche tutto ciò che al telaio è fissato, compresi motore e sospensioni.

 A questo punto è possibile lavorare comodamente sullo chassis, aprendolo per verificarne lo stato interno, sostituendo le lamiere corrose. Oppure cambiandolo del tutto: ancor oggi gli chassis della 2CV e delle sue derivate sono prodotti usando i macchinari di Citroën.

L’esame successivo è quello che riguarda la scocca da cui andranno segate via le lamiere eccessivamente intaccate per sostituirle con piani nuovi (anch’essi regolarmente prodotti).

Le saldature verranno fatte come all’epoca: per puntatura, come veniva fatto nella fabbrica di Levallois, dove questa 2CV è nata più di trent’anni fa.

Continuate a seguirci. L’opera continua!