2CV Soleil: gli schizzi e la scelta dell’esemplare

Curiosi di scoprire come siamo stati in grado di dar vita alla 2CV Soleil?
Se la risposta è sì, seguiteci sul blog: ripercorreremo insieme le persone e le opere che hanno reso il sogno realtà!

Per prima cosa, si tracciano su carta le linee di una 2CV Club dei primi anni ‘80, il modello che Gevin aveva scelto per la sua serie speciale e dell’anno giusto.

 Poi si aggiungono i colori e si immaginano i disegni.

Poi viene inviato un plico a casa di Marcello Sandi del Club Bicilindriche Italia di Lodi, amico di Gevin:

l’artista in persona ha realizzato non solo i figurini, ma anche i disegni per le fiancate e il bagagliaio!

A questo punto si passa alla fase 2: la scelta dell’esemplare su cui lavorare e il processo di restauro vengono affidati all’Atelier 2CV di Bareggio, vicino a Milano.

Il titolare, Guido Wilhelm, viaggia in 2CV da quando era un ragazzo e conosce il modello nei minimi dettagli. D’accordo con Guido, viene presa la decisione di non modificare una 2CV già in ordine, ma di salvare una vettura che altrimenti sarebbe stata rottamata. Sulla meccanica di una 2CV Club del 1982, era stata montata la scocca di una 2CV Charleston più recente, ma la corrosione e l’incuria avevano ridotto l’auto ad un ammasso di lamiere arrugginite ed anche il telaio presentava seri problemi di corrosione.

Per la meccanica la scelta è facile: smontare tutto, salvare ciò che non ha tracce d’usura e rimpiazzare tutto il resto con pezzi nuovi, possibilmente d’origine Citroën.

La struttura della 2CV è un piccolo capolavoro dell’ingegneria del ‘900. Pensata da André Lefebvre, progettista aeronautico prestato all’automobile e “padre” anche della DS e della Traction Avant, la 2CV è basata su un telaio costituito da una scatola centrale in lamiera irrigidita da tramezzi. Ai quattro angoli della “scatola” sono fissati i bracci (indipendenti) della sospensione, collegati longitudinalmente due a due da tiranti che li legano a due molloni centrali.

Due estensioni sono fissate davanti e due dietro. Le anteriori sostengono il motore (e, dietro, la scatola guida) oltre al paraurti davanti; le due posteriori sostengono il serbatoio del carburante ed il paraurti posteriore.

La carrozzeria è costituita da una scocca imbullonata al telaio su cui sono fissati (come elementi facilmente amovibili) i quattro parafanghi ed il cofano anteriore.

Un restauro accurato non può prescindere dallo smontaggio di tutti questi componenti per un’ispezione e per un accurato risanamento.

Ma gli interventi non finiscono qui!

Continuate a seguirci!