Citroën Calendar: XM, la grande Citroën per gli anni ’90

Dopo la storia della futuristica CX e del best-seller Dyane, vi presentiamo la protagonista del Calendario Citroën di dicembre: la mitica XM!

Anche questo mese, è Maurizio Marini, del Registro Italiano Auto Storiche Citroën (R.I.A.S.C.), a raccontarci curiosità inedite di questo fantastico modello.

Buona lettura!

Alle fine degli anni ’80, con le vendite della CX in calo costante ormai da molti anni, Citroën decise di tornare protagonista nel settore delle grandi berline “alto di gamma” presentando un’ammiraglia innovativa e profilata, con grande personalità e carisma.

Dopo aver esaminato proposte del Centro Stile interno e di vari carrozzieri, fu scelta la linea tracciata da Marc Deschamp, designer che all’epoca lavorava per Nuccio Bertone, già autore della linea della BX. Il progetto finale, rivisto in collaborazione con i designer del Centro Stile Citroën, portò alla produzione di una vettura che in molti tratti strizzava l’occhio alle ammiraglie del passato, prima tra tutte quella SM di cui riprendeva, aggiornati, molti particolari di muso e coda, oltre all’interruzione della linea di cintura in corrispondenza della terza luce laterale.

Come nella DS e ancor più nella CX, la XM è soprattutto vetro: se i finestrini sono grandi, ancor di più lo è il lunotto anteriore, molto inclinato, e quello posteriore che include esteticamente anche i due fianchi posteriori a creare un’autentica cintura di luce tutto attorno alla vettura.

L’abitabilità è eccellente: se la CX ad alcuni era sembrata poco spaziosa, nella XM si superano le misure della DS con tanto spazio per i passeggeri posteriori sia longitudinalmente che in senso laterale.

XM03

Agli ottimi materiali dei rivestimenti interni, corrisponde altrettanta cura nella qualità della verniciatura e negli assemblaggi in genere.

I motori scelti per il lancio in Italia sono due: un 2000 a quattro cilindri a benzina e un tre litri V6 catalizzato, che viene abbinato (di serie) allo straordinario servosterzo Di.Ra.Vi. a ritorno assistito.

Il 30 ottobre 1989 XM viene presentata al pubblico italiano ed è subito un successo: convince i Citroënisti e coloro che non avevano mai considerato l’acquisto di una CX.

L’elettronica di cui è dotata sovrintende alle principali funzioni della vettura in totale automatismo: climatizzazione (eccellente), ABS (di serie sulla tre litri e su quasi tutte le versioni della 2000), accensione e iniezione elettronica.

La vera novità, poi, è nel matrimonio tra il savoir faire di Citroën nell’idropneumatica (eredità di DS, GS, SM e BX) e nell’inedito controllo elettronico della sospensione che, grazie a molti sensori sparsi per la vettura, permette di cambiare l’assetto da morbido a più rigido in cinque centesimi di secondo, riducendo le escursioni eccessive della scocca ma consentendo il più grande comfort quando lo stile di guida e la strada lo permettono.

Nel 1990 arriva la versione Turbodiesel e l’anno successivo la XM Break sostituisce l’omonima versione della CX che va così definitivamente in pensione.

Le linee di montaggio del modernissimo stabilimento di Rennes, pensato per produrre 300.000 XM all’anno, ne produssero -in circa dieci anni- poco più 350.000 esemplari prima che venissero fermate tra il 1999 ed il 2000 per iniziare la produzione della C5.

Paradossalmente, la più agguerrita concorrente della XM fu proprio un’altra Citroën: la Xantia, arrivata nel 1993 e che proponeva (già aggiornati) molti dei temi dell’XM, a partire da una versione migliorata della sospensione idrattiva ed un più ampio ventaglio di motorizzazioni. Tutto unito ad un invidiabile livello di affidabilità e qualità costruttiva.

Oggi, a venticinque anni dalla sua presentazione, la XM ha un suo Club di riferimento anche in Italia che, con quasi cinquanta iscritti, è da poco è entrato anche a far parte del RIASC: eXtreMe (www.xmclub.it)