Citroën Calendar: Méhari, la francese in cerca di avventure.

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Dopo l’affascinante storia della mitica 2CV, vi presentiamo la protagonista del mese di luglio nel Calendario Citroën: l’affascinante Méhari, una francese in cerca di avventure

Anche questa volta, è Maurizio Marini, del Registro Italiano Auto Storiche Citroën (R.I.A.S.C.), a raccontarci curiosità inedite di questo fantastico modello.

Buona lettura!

“Prendete un veicolo per il lavoro e per il tempo libero, modulare (come si direbbe oggi), che sia capace di trasformarsi in berlina quattro posti, cabriolet o comodo pick-up, con un ottimo piano di carico. Animatelo col motore di una Dyane6, dotatelo di una carrozzeria in plastica dai colori sgargianti che non richieda manutenzione e che assorba senza problemi i piccoli urti da parcheggio. Poi aggiungete quella carica di simpatia tipica di tutte le Citroën ed otterrete la Méhari: un veicolo per tutti gli usi, prodotto dal 1968 al 1987 nella bellezza di 144.953 esemplari!

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L’idea della Méhari, per la verità, non è venuta a Citroën, ma ad uno dei suoi fornitori: nientedimeno che il conte Roland Paulze d’Ivoy de la Poype, eroe di guerra francese che, al termine del servizio militare, ha deciso di iniziare un’attività imprenditoriale nel settore di quello che allora era il più nuovo tra i materiali: la plastica!

De la Poype, che con la sua azienda chiamata SEAB costruiva per Citroën cruscotti, pannelli delle portiere ed altri componenti, un giorno ebbe l’idea di realizzare un’intera carrozzeria in plastica colorata. Per verificare la fattibilità dell’impresa, prese uno dei suoi furgoncini Citroën AK (derivati dalla 2CV), lo spogliò della carrozzeria e vi applicò un nuovo rivestimento in Acrilonitrile Butadiene Stirene, un materiale più semplicemente noto come “plastica ABS”.

L’idea piacque parecchio a Citroën ed il costruttore acquistò immediatamente i diritti, avviando la produzione di quella che fu presentata come Dyane6 Méhari (i Mehara, sono una razza di cammelli tipica delle vastità sahariane), un successo immediato!

 

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La stessa presentazione alla stampa fu un evento: i giornalisti furono trasportati con un treno speciale con cui lasciarono una Parigi in fiamme per il Maggio francese (era il culmine delle agitazioni del ’68) per raggiungere una surreale ambientazione fatta di mannequin in abiti da spiaggia o da pompiere (a seconda della versione da illustrare), nel verde dei campi da golf di Deauville. Stupire è un’arte raffinata.

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Durante la sua carriera la Méhari beneficiò delle innovazioni dei modelli 2CV/Dyane Citroën: sterzo ancora più preciso e diretto, freni a disco all’avantreno e motore potenziato. Venne inoltre prodotta una speciale versione a trazione integrale (si chiamava -ovviamente- Méhari 4×4) che, con un sofisticato sistema di differenziali, poteva essere guidata a due ruote motrici escludendo la trazione posteriore. Le 1.213 Méhari 4×4 costruite faranno in tempo a stupire il mondo come auto mediche alla Parigi-Dakar o come veicoli paracadutabili per le truppe d’assalto dell’esercito francese, capaci com’erano di superare qualsiasi ostacolo dove gli altri, pesanti, veicoli a trazione integrale si impantanavano o insabbiavano.

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Per la sua versatilità, agilità e per il piacere di guidare col vento tra i capelli, oggi, tra le piccole bicilindriche Citroën, la Méhari è tra le più ricercate e spunta spesso quotazioni a sei cifre, finendo nei garage dei collezionisti o nei parchi dei noleggiatori nelle isole del Mediterraneo.”

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