Barcamper tour: il racconto delle prime tappe

Nelle ultime settimane vi abbiamo parlato spesso del Barcamper Tour, che sta viaggiando per l’Italia e l’Europa alla scoperta dei “maker”, le persone che creano . Tutto nasce da StartupuItalia!, di cui Citroën Italia è founding partner, e che insieme a MakerFaire Roma ha lanciato la Primavera delle Startup.
Oggi Diletta, Social Media Manager di StarupItalia!, ci racconta la prima parte di questo avvincente viaggio.

“Le persone non fanno i viaggi sono i viaggi che fanno le persone” – J. Steinbeck

È iniziato il 20 aprile il viaggio che racconta di persone che le “cose” sono in grado di farle da sé.  Loro si chiamano makers e startupper. E noi, a bordo del Barcamper targato Citroën, StartupItalia! e Maker Faire Rome, ci siamo spostati, e continuiamo a spostarci,  attraverso l’Europa per filmare, raccontare storie e osservare la rivoluzione che gli inventori 2.0 stanno compiendo nel vecchio continente.

Oltre 15mila chilometri e centinaia di voci per raccontare una nuova Europa. Un viaggio che ci ha portati in giro per tante città e che ci ha fatto entrare in contatto con realtà uniche: maker e startupper che con la determinazione, la creatività e la tecnologia stanno cambiando il mondo.

Il racconto è partito da Firenze, luogo in cui tutto è cominciato. Perché questo è il Camper Citroën che StartupItalia! ha comprato da Matteo Renzi dopo la sua campagna elettorale. È con questo camper che inizia la nostra avventura.

È il 24 Aprile quando viaggiamo attraverso il Tunnel del Fregius. Siamo diretti a Tolosa, allo SnootLab, il primo retailer online in Francia di componenti OpenHardware, aperto in un momento in cui il mercato non esisteva ancora. Una pura scommessa. A crederci per primi Fred Jourdan e Marc Bruyere che tre anni fa decisero di fondare la società. Snootlab cominciò ad ingranare, a dare lavoro a ingegneri e studenti e oggi sembra che la sua crescita sia esponenziale e rapidissima.

Dopo Tolosa è la volta di Bordeaux e qui ci fermiamo in una location eccezionale: il Darwin Ecosistem, un enorme ex complesso industriale con capannoni affrescati da ogni tipo di murales, che ospita Skate park, coworking, laboratori, open space per mostre, un teatro, spazi per collettivi e ciclofficine, con un approccio globale allo sviluppo di un’altra economia, più sostenibile e trasversale. Siamo all’Open Bidouille un luogo di bricolage aperto a tutti. Un perfetto esempio di DoItYourself in cui troviamo chi fa patchwork riciclando vecchi tessuti, chi innesta bici trasformandole, chi tweeta in morse e chi spiega come utilizzare Arduino e una stampante 3D per realizzare, ad esempio, un cuore di plastica. Qui la condivisione e l’open source sono una filosofia di vita, non solo un modo di approcciarsi ad internet.

L’avventura francese si chiude a Parigi dove viviamo tre giorni al Ouishare, il festival dell’economia collaborativa: conferenze workshop e incontri, condivisione di saperi e ricerche. E poi performance e fablab aperti al pubblico de La Villette, cantieri per makers e stampanti 3D portatili. Ad ospitare l’evento il Cabaret Sauvage, uno splendido circo di legno in stile parigino e dall’atmosfera calda.
A Parigi incontriamo anche Dale Dougherty, creatore della rivista Make, uno dei più convinti e carismatici portavoce del movimento: “I makers sono generosi, ottimisti, hanno un senso di condivisione costruttiva e la voglia di imparare l’uno dall’altro. Questo li rende rivoluzionari.” Condivisione, Ottimismo, Creatività, Entusiasmo. Tutte queste parole racchiudono l’essenza del nostro viaggio e le portiamo con noi in tutte le destinazioni. Salutiamo Parigi per la prossima tappa: Berlino.

Il 9 maggio al Codemotion Berlin abbiamo incontrato Massimo Banzi papà di Arduino (una piattaforma hardware open-source), che in un’intervista ha spiegato la semplicità di funzionamento della piattaforma che ha inventato, il valore della comunità Arduino ma soprattutto ha raccontato che siamo all’inizio di una rivoluzione. All’evento non solo microchip e hardware ma anche moda grazie a Mika Satomi e Hannah Perner, del collettivo KOBA KANT che esplorano le nuove frontiere del tessile. E non potevano mancare in questi tre giorni Mario Klingemann, artista coder e cofondatore del FabLab di Monaco.

Nei tre giorni del Codemotion abbiamo incontrato l’anima dell’evento, Mara Marzocchi e Chiara Russo, le organizzatrici: “Abbiamo cercato un nome e Codemotion era il nome che meglio ci rappresentava perché per noi il codice è anche emozione e pensiamo che sia impossibile creare un software, un’applicazione veramente di successo se dietro non c’è una grande passione”. Da evento esclusivamente italiano ora è diventato internazionale.

Ma Codemotion non è dedicata solo ai grandi. Abbiamo parlato con Stefania Druga, la fondatrice di Hackidemia, il laboratorio di invenzione mobile per bambini. Stefania ci ha raccontato che la loro attività è quella di girare il mondo per insegnare la fabbricazione digitale, il physical computing, il making e mostrare loro come imparare facendo.
Tra gli italiani a Codemotion, si sono distinti i fratelli Cantini, aka Kenstrappers, che presentavano le loro stampanti 3D divenute famose in tutto il mondo.

Il viaggio continua! Le tappe da fare sono ancora tante ma noi vi accompagneremo alla scoperta di coloro che stanno cambiano il mondo grazie alla condivisione, alla passione e al DIY!