Le Funky Mamas per Citroën Women Edition: viaggio in Emilia

Come sapete, dall’8 marzo 2013 è partita Citroën Women Edition, un’iniziativa che chiede a tutti voi di donare il vostro click in favore dei progetti di solidarietà per le donne. Ed è proprio di donne e solidarietà che vogliamo parlare oggi, dando spazio al racconto – magico, colorato ed eroico – de Le Funky Mamas, che sono partite a bordo di un Berlingo per portare dei giochi ai bambini dell’asilo “Sacro Cuore” di Finale Emilia, raso al suolo dal terremoto della primavera 2012. Dopo il salto trovate la loro storia, raccontata in prima persona.

Succede che a volte il destino riesca unire tutti i puntini per disegnare magicamente un quadro d’insieme favoloso. È ciò che è successo qualche sabato fa, sabato 6 aprile, per essere più precisi.

Succede che mesi fa noi, ovvero Chiara e Justine de Le Funky Mamas, accogliamo un piccolo appello fatto dall’asilo “Sacro Cuore” di Finale Emilia, una struttura che, quasi un anno fa, è stata totalmente distrutta dal terremoto. Da luglio 2012, mese nel quale Imaginarium ci ha aiutato a raccogliere degli splendidi giochi, al giorno della reale consegna sono passati mesi e mesi; mesi che hanno scandito il ritardo nella costruzione del nuovo sito scolastico e mesi nei quali la speranza e la voglia di fare nei cuori dei genitori, delle maestre e nei bambini del Sacro Cuore non è mai venuta a mancare.

Ebbene, il 6 aprile siamo finalmente arrivate a Finale Emilia per vedere il risultato di questa splendida ricostruzione, avvenuta solo ed esclusivamente grazie all’impegno di innumerevoli aziende associate a Federlegno: tante piccole tessere che hanno dato vita a un gioiello vero e proprio, uno spazio nella quale la luce ed il colore sono protagonisti assoluti! In Emilia ci siamo arrivate grazie al mitico Berlingo che Citroën  ci ha gentilmente offerto, pagandoci per giunta parte dei costi. Un gesto che abbiamo apprezzato moltissimo, un aiuto prezioso perché le cose da caricare erano moltissime e a strada da compiere piuttosto lunga. In auto eravamo in quattro, noi Mamas, il nostro amico mosaicista Cristian Colucci e il funky kid Riccardo, che si è scoperto poi essere il fan numero 1 del Berlingo… salvo poi averlo riempito di simpatiche orme di fango.

Finale Emilia è stata la prima tappa del nostro viaggio: in questa piccola e solare cittadina abbiamo conosciuto Eva e Nando – i nostri “ganci” per il “Sacro Cuore” – una coppia che ha vissuto le settimane immediatamente successive al terremoto in primissima linea, in quanto Nando è il sindaco di Finale ed Eva la sua compagna. Una coppia di ferro, determinata a ricostruire tutto (e tutti), determinata a non mollare, arrabbiati al punto giusto per non arrendersi, non arrendersi MAI, nonostante la situazione sia delirante per colpa di una burocrazia per lo raffazzonata e pachidermica. Eppure esistono “sacche di resistenza” personali e positive nel nostro Paese, persone che non si lasciano intimorire e vanno avanti: io li ho chiamati eroi. Gli eroi sono le persone che ogni giorno si svegliano e vanno a fare colazione tra le macerie delle Zone Rosse… col sorriso. Oltre ad Eva e Nando questi eroi sono le ragazze di Mettiamoci una Pezza, che abbiamo conosciuto nella seconda tappa emiliana, a Mirandola.

Proprio in Emilia, Mettiamoci una pezza ha ricordato il terremoto che ha colpito l’Aquila e l’Abruzzo quattro anni fa. Cosa fa Mettiamoci una Pezza? Mette letteralmente delle pezze sulle brutte transenne che delimitano le zone rosse, lo fa con l’aiuto di tutti, lo fa con spirito battagliero e rivoluzionario, una rivoluzione colorata e silenziosa che merita di essere conosciuta e supportata, ma soprattutto ascoltata. Ma cosa mai chiederanno le ragazze di Mettiamoci una Pezza? Una legge! Una legge che regoli in modo giusto e definito come ci si comporta e cosa bisogna fare nel caso in cui si venisse a creare una Zona Rossa.

Una richiesta lecita, giusta ed equa.

Dovrei scrivervi più dettagliatamente della nostra esperienza con Berlingo, lo so, ma non posso non perorare la causa di queste persone granitiche e belle. Citroën  è stata un’azienda che in un certo senso ci ha messo la faccia e ci ha seriamente aiutate in questa avventura con un mezzo perfetto, comodo e intelligente, un’auto che con un pieno ha percorso più di 560 km, un’auto piena di spazio e con tutti i gadget elettronici “semplifica-vita” che uno possa desiderare come il navigatore, il cruise control, il cambio automatico o sequenziale al volante e non dimentichiamoci i mille, mila cassettini nascosti! L’anno prossimo la “egg hunt” la faremo su un Berlingo.

Grazie ancora.