Mongol Rally 2012: ecco le imprese dei nostri eroi a bordo di Citroën C3 Picasso
“Les jeux sont faites, rien ne va plus” è stata la frase di inizio che ha decretato l’inizio del Mongol Rally di Paolo, Livio e Daniele.
Questo post lo scriviamo per tenervi aggiornati su quanto sta succedendo per le vie del mondo a bordo della “Principessina”, così l’ha ribattezzata Paolo, Citroën C3 Picasso che dovrà portarli fino in Mongolia.
La truppa dei tre amici è partita il 14 luglio da Monza, direzione Mongolia, e ha solcato, ad oggi, metà Pianeta non senza imprevisti, paure, gioie, spettacoli e stanchezza.
Da Monza a Praga, poi Turchia su strapiombi e scogliere fino alla Cappadocia, tra città sotterranee costruite 4000 anni fa.
Uno spettacolo unico ha fatto svegliare Paolo e Livio all’alba, nonostante la stanchezza: l’ascesa di un centinaio di mongolfiere nel cielo della Turchia.
Dopo tanta strada 150 Km in più non sono nulla: la deviazione verso Divrigi permette agli avventurieri di visitare uno dei patrimoni dell’Unesco: una moschea costruita nel lontano 1200.
E’ arrivato il momento di attraversare l’Anatolia, brulla e scheletrica, per raggiungere l’Iran. La destinazione è Tabrize il suo lago salato Orumiyeh, un paesaggio lunare in estinzione.
E’ la volta di Teheran, attraversata alla velocità della luce a causa del suo altissimo livello di smog, caotica e frenetica, meglio fuggire!
Dopo varie peripezie l’equipaggio giunge a Shiraz, terza metropoli dell’Iran, giusto per togliersi lo sfizio di raggiungere la punta più a sud della gita fuori porta prima di intraprendere la famosissima Via della Seta.
Ultimo agglomerato urbano prima del deserto è Yazd, che folgora con l’estrema ospitalità della popolazione, i nostri eroi.
A questo punto gli incontri si sono fatti numerosi e quasi folli: padri di famiglia che caricano tutti e 6 i componenti su una moto, benzinai truffaldini e pattuglie dell’esercito armate fino ai denti.
Il 28 luglio è il giorno di lasciare l’Iran e svalicare verso il Turkmenistan, ma qualcosa va storto e passano ben 3 ore prima di poter oltrepassare la frontiera per andare in un posto nel quale i ragazzi non vorrebbero nemmeno passare a velocità supersonica, ma che sono costretti ad attraversare per procedere con il viaggio.
Sono 380 i Km da percorrere per abbandonare definitivamente la ghost town e si rivelano una vera e propria odissea a causa del paesaggio non proprio ospitale e delle scelte del passato che l’hanno reso spettrale.
Il viaggio riserva posti come Uzbekistan, Samarcanda, Registan e Kasakistan tra tende, attese, incontri e americani solitari.
L’equipaggio procede verso Astana, uno stupendo paesaggio eterogeneo costruito da architetti provenienti da tutto il mondo che hanno realizzato edifici di ogni sorta e dalle forme particolari. Il tutto in un mix variegato di razze , profili ed abitanti e dai meravigliosi lineamenti e dagli stupendi tratti somatici, peccato non parlino una parola una di inglese.
Il viaggio è ancora nel pieno, la velocità di crociera della Principessina è stata azionata, ora si può partire verso la Russia!
Volete sapere l’itinerario più preciso? Eccolo, lo ha stilato Paolo con tanto di kilometraggio e giorno di riferimento:
1° giorno Monza – Praga Km. 979
2° giorno Praga-Kletova-Praga Km. 280
3° giorno Praga-Bratislava-Budapest-Belgrado-Sofia Km. 1374
4° giorno Sofia -Fanari km. 421
5° giorno Fanari-Istanbul km. 382
6° giorno Istanbul-Pammukale km. 657
7° giorno Pammukkale-Gorme km. 811
8° giorno Goreme-Confine iraniano km. 1.045
9° giorno Confine iraniano- Tabriz- Zanjin km. 485
10° giorno Zanjin–Eshfan km. 866
11° giorno Eshfan-Shiraz km.494
12° giorno Shiraz-Persepoli-Jazd km. 444
13° giorno Jazd-Ashgabat km. 1047
14° giorno Ashgabat-Mary km. 364
15° giorno Mary-Marv-Bukhara km. 396
16° giorno Bukhara-Samarcanda km. 289
17° giorno Samarcanda-Confine Uzbeko km.
18° giorno Confine uzbeko- il nulla assoluto
19° giorno il nulla assoluto-Astana km. 280
20° giorno Astana
21° giorno Astana-Pavlodar-Confine russo km. 590
Continuate a seguirci, siamo certi che Paolo, Daniele e Livio ne hanno davvero di belle da raccontarci!
agosto 22nd, 2012 at 10:20
Saranno avventurosi ma non sanno il francese: les jeux sont faitS, rien ne VAUT plus… con un incipit così, nessuno leggerà..