Dai Limoni alle pietre preziose!
pubblicato in Citroën Story il 30 Gennaio da Andrea
Barend Citroen e la sua compagna ebbero quattordici figli. I sei maschi si avvicinarono alla professione del padre o si cimentarono in mestieri strettamente attinenti. Insomma, il primo uomo della dinastia Citroen che conobbe il commercio della frutta esotica, i limoni, arrivò a creare un distretto “industriale” delle pietre preziose. In verità quanto ho scritto non è del tutto corretto. Il progetto, benché avesse alle spalle una famiglia di uomini (di origine ebrea) dotati di un senso per il commercio fuori del comune, non andò in porto per questioni di affinità caratteriale. Due dei suoi figli, Roelof e Levie, se ne andarono. Il primo a causa dell’atteggiamento opprimente che il padre aveva nei loro confronti, poco incline a concedere responsabilità ed autonomia ai figli; il secondo perché doveva aprire nuovi mercati.
Sì, la lungimiranza del primo Citroen – che correttamente scriviamo ancora senza dieresi – fu quella di intuire che dopo la scoperta delle nuove miniere di Città del Capo, in Sudafrica, il mercato delle pietre preziose attraversava un momento di nel quale l’offerta di gioielli era superiore alla domanda che il mercato poneva.
Era il 1866. Levie sarebbe partito, lontano. Milleduecento chilometri, direzione Varsavia.








